SI. AL. AMMINISTRAZIONI S.r.l.s.

La rappresentante legale, Rag. Gabriella Cancelliere, opera nel settore delle gestioni del patrimonio immobiliare in Roma da oltre 15 anni. Esercita la professione ai sensi della Legge 14 Gennaio 2013, n. 4 (G.U. n. 22 del 26.1.2013) in conformità con quanto stabilito dalla “Riforma del Condominio” del Giugno 2013. E’ associata all’ANACI, dove frequenta i seminari e i corsi di aggiornamento obbligatori (D.M. 140/2014), ed ha conseguito la certificazione di qualità professionale (UNI 10801/1998). Il suo staff è formato da collaboratori qualificati, cortesi e riservati.

AMMINISTRAZIONE CONDOMINI

Lo studio è specializzato nell’amministrazione di condomini da oltre 15 anni.

AVVOCATO IN SEDE

I condòmini amministrati dal nostro studio possono fruire di una prima consulenza legale gratuita in studio.

SITO CONDOMINIALE

Un’area riservata del sito consente ai condòmini di accedere ai propri dati contabili.

CONSULENZA IMMOBILIARE

Lo studio vanta una collaborazione pluriennale con professionista del settore immobiliare.

TECNICO IN SEDE

Un professionista fornisce ai propri condòmini una prima assistenza gratuita in materia edilizia-catastale.

GESTIONE CONTO TERZI

Lo studio fornisce assistenza e consulenza agli amministratori non professionisti.
TERREMOTO - VULNERABILITA' SISMICA DI UN EDIFICIO - Servizi di diagnostica e monitoraggio strutturale - ESSEBI SRL

A cura di ESSEBI Srl  Servizi di diagnostica e monitoraggio strutturale

A seguito degli eventi sismici che si sono verificati negli ultimi mesi e di quelli che si sono susseguiti nel corso degli ultimi decenni è naturale e doveroso un certo grado di preoccupazione da parte di cittadini ed istituzioni riguardo il grado di sicurezza dei fabbricati in cui si vive e si lavora.

La risposta non è semplice in quanto il processo che porta a valutare la sicurezza sismica di un edificio non è un’operazione rapida ed immediata. Per altro, adeguare o migliorare un edificio per resistere ad un terremoto è operazione alle volte complessa anche in termini di mera esecuzione dei lavori, specialmente nei casi in cui i fabbricati risultino regolarmente abitati. Tuttavia esistono alcuni metodi di misura che, seppur non possano fornire da soli un giudizio sulla rispondenza dell’edificio alla normativa tecnica vigente in Italia, forniscono dei risultati utili per due aspetti fondamentali:

1) ottenere dei dati che costituiscono una sorta di “carta di identità” dell’edificio. Questi dati, che nel proseguo verranno indicati con il termine “caratteristiche modali”, possono essere assunti come riferimento rispetto cui confrontare i medesimi dati che si otterranno, in un momento futuro, ad esempio a seguito di un evento particolare, come appunto un terremoto. Da tale confronto è possibile valutare oggettivamente se l’edificio sia stato sensibilmente danneggiato, specialmente nei casi di incertezza nella valutazione visiva in cui gli eventuali danni sono costituiti da lesioni più o meno diffuse sui tramezzi, sulle tamponature o sui pavimenti dell’edificio.

2) sapere quanto l’ edificio stesso è predisposto ad essere sollecitato da un terremoto.

Per comprendere il punto 1) cioè la metodologia di misura, nota come caratterizzazione dinamica mediante Analisi Dinamica Operativa, mediante la quale è possibile determinare quei dati indicati come “caratteristiche modali” (o, similmente, “caratteristiche dinamiche”) è necessario familiarizzare con alcuni concetti, principalmente con il concetto di frequenza di oscillazione. Per facilitarne la comprensione anche ad un pubblico non esperto in materia può aiutare il seguente esempio. Supponiamo di aver acquistato una chitarra e che il commerciante ci abbia assicurato di averla già accordata. Per iniziare vogliamo provare a suonare la semplice nota La. Pizzicheremo con la mano la corda corrispondente alla nota La. La corda pizzicata inizia ad oscillare e dalla chitarra avvertiamo il suono del La. Da cosa è stato generato questo suono? La corda, che è fatta di un certo materiale ed ha una certa dimensione, risulta tesa sui due estremi della chitarra e, iniziando ad oscillare, muove l’aria intorno a sé che, risuonando nella cassa, produce il suono del La. La rapidità con cui vibra la corda pizzicata costituisce un parametro fondamentale affinché la nota suoni proprio come il La. Tale parametro è noto come frequenza di oscillazione ed indica quante oscillazioni compie la corda in una unità di tempo che, convenzionalmente, è il secondo. La frequenza di oscillazioni quindi, indica quante oscillazioni compie in 1 secondo la corda intorno alla propria posizione di equilibrio, cioè la posizione della corda non pizzicata. Supponiamo ora che, a nostra insaputa, qualcuno allenti la corda agendo sulle viti che sono sul manico e successivamente noi pizzicassimo di nuovo la corda del La. Il suono che udiremmo risulterebbe diverso da quello che avevamo udito la prima volta. Cosa è accaduto alla nostra chitarra semplicemente allentando la corda? E’ accaduto che la corda, ora meno tesa, vibra con una differente rapidità e di conseguenza è variata la sua frequenza di oscillazione. La frequenza di oscillazione per avere il La dipende quindi da alcuni aspetti che sono propri della corda (la lunghezza, il materiale con cui è fatta, il tiro) indipendentemente che a suonarla sia una persone od un’altra. In questo semplice esempio la variazione di uno di tali aspetti, in questo caso il tiro, è stata subito avvertita perché ha provocato un differente suono. Se avessimo avuto gli strumenti per misurare la frequenza del suono emesso ci saremmo accorti che la frequenza, dopo aver allentato la corda, sarebbe stata inferiore a quella che avevamo rilevato in precedenza. Pertanto, l’analisi in frequenza consente di svelarci la natura intrinseca degli oggetti nella loro condizione “normale” e le variazioni delle frequenze di oscillazione costituiscono un monito al sopraggiungere di un qualche evento. Tale esempio della corda è estendibile ad altre strutture, come appunto i fabbricati.

Vediamo ora cosa comporta una variazione di frequenza di oscillazione su di un edificio. Esso, indipendentemente da come sia stato costituito (in muratura, in cemento armato o in acciaio), nonostante alla vista possa sembrare “molto solido“ e “fermo”, ha la potenzialità di oscillare liberamente se interviene una qualche sollecitazione, proprio come accade alla corda di chitarra quando viene pizzicata. L’edificio qualora venga investito da un evento improvviso e rapido come può essere un terremoto, inizia ad oscillare e la sua oscillazione diventa percettibile anche all’occhio a seconda dell’intensità con cui lo scuotimento avviene. Tuttavia un edificio oscilla anche per effetto del vento o delle vibrazioni trasmesse dal traffico o dalle nostre attività giornaliere nell’edificio stesso. In questi casi l’oscillazione è impercettibile all’uomo, ma esiste della sofisticata strumentazione, di cui si dirà fra poco, in grado di rilevare tali oscillazioni. Come accadeva per la corda della chitarra, a seconda del materiale di cui è fatto, della sua forma geometrica, del numero di piani e di come sono disposti i suoli elementi strutturali (ad esempio le travi ed i pilastri), l’oscillazione avviene con una certa rapidità, chiamata Frequenza Propria di Oscillazione. Un edificio presenta una serie di frequenze proprie di oscillazione. Ad ogni frequenza di oscillazione l’edificio oscillerà con una forma più o meno complessa detta Forma Modale. Di tutte le frequenze proprie che un edificio possiede, quelle maggiormente significative sono generalmente le prime tre o quattro. Ovviamente qui si potrebbe aprire un vastissimo approfondimento che però esula dagli scopi di questa semplice descrizione.

E’ importante sottolineare che anche nel caso di un edificio i valori assunti dalle frequenze di oscillazione e le corrispondenti forme modali sono delle grandezze che dipendono esclusivamente dalle proprietà dell’edificio, ovvero da come l’edificio è fatto (tale espressione racchiude il più rigoroso concetto di “Rigidezza” e coinvolge la struttura portante) e da cosa l’edificio ha dentro (tale espressione racchiude il più rigoroso concetto di “Massa” ovvero i pesi che l’edificio sopporta). L’insieme delle Frequenze Proprie di Oscillazione, delle Forme Modali ed un altro parametro noto come Smorzamento costituiscono le Caratteristiche Modali o Dinamiche che avevamo indicato inizialmente. Caratterizzare un edificio da un punto di vista dinamico equivale, pertanto a stimarne le sue Caratteristiche Modali e tali caratteristiche consentono di fotografare il suo stato di salute in un preciso momento nel tempo.

Come era accaduto per l’esempio della chitarra, una modifica di tali caratteristiche rispetto ad una condizione di riferimento, ci dà immediatamente sentore che è accaduto un evento che ha provocato una perturbazione nella struttura dell’edificio (potrebbe essere un terremoto) e l’entità di tale variazione ci quantifica quanto grave è stato l’effetto subito a seguito dell’evento. Una verifica periodica delle caratteristiche dinamiche rientra in un ambito noto nel mondo ingegneristico come Monitoraggio dello Stato di Salute della Struttura più noto, usando una terminologia anglosassone, come Structural Health Monitoring.

Ovviamente, in analogia a quanto avviene in campo medico, lo Stato di Salute di una Struttura può essere valutato impiegando metodi differenti, caratterizzati da un livello di complessità crescente in funzione del grado di dettaglio richiesto. Tale livello di dettaglio può fornire sostanzialmente risposta a tre domande fondamentali:

a) “C’è un danno nell’edificio?”, se si

b) “Dov’è localizzato il danno?” e infine

c) ”Quanto vale il danno?”. La metodologia proposta nell’indagine descritta in questa relazione può ben rispondere alla prima domanda, fornendo una prima e fondamentale risposta che potrà costituire una solida base nel caso si volesse procedere con ulteriori approfondimenti.

Cerchiamo ora di capire in che modo utilizzare i dati delle caratteristiche dinamiche per le finalità del punto 2, ovvero avere una stima di quanto l’edificio è predisposto ad essere messo in oscillazione in modo significativo da un evento sismico. Il terremoto consiste in un movimento rapido del terreno. Tale movimento non è altri che una vibrazione che avviene nel terreno su cui è fondato l’edificio. Essendo un fenomeno vibratorio anche esso sarà caratterizzato da una frequenza di vibrazione ma in tal caso, il sisma non ha dentro di sé solo un’unica frequenza, ma una serie di frequenze, alcune a valori più piccoli (caratterizzate quindi da oscillazioni del terreno più lente) ed altre più elevate. Ricorrendo ad una estrema esemplificazione del fenomeno, quando il terremoto investe l’edificio mette in movimento la fondazione (in particolare, fornisce delle accelerazioni alla fondazione) e di conseguenza iniziano a mettersi in movimento i piani superiori per effetto del trascinamento provocato dal movimento della base. Di tutte le frequenze caratterizzanti il terremoto, l’edificio “sceglie” di oscillare solo in corrispondenza delle frequenze del sisma che sono uguali (o molto simili) alle frequenze proprie. Questo è un aspetto fondamentale. Le accelerazioni che risente l’edificio possono risultare maggiori o minori di quelle che il terremoto fornisce alla base. La struttura, proprio per le sue caratteristiche insite di oscillazione, può amplificare o diminuire le accelerazioni che agiscono alla base e questo effetto dipende dalle proprie caratteristiche modali. Se le frequenze proprie della struttura sono molto basse (ovvero la struttura oscilla molto lentamente) le accelerazioni che provengono dalla base per effetto del terremoto sono attenuate. Viceversa, se le frequenze della struttura sono più alte, le medesime accelerazioni alla base si amplificano e possono risultare anche il doppio di quelle del terreno. Poiché le forze che nascono sulla struttura per effetto del sisma dipendono dal valore dell’accelerazione che essa risente, è evidente che più le accelerazioni sono elevate più le forze lo saranno.

La normativa italiana vigente fornisce dei grafici che permettono di stimare l’accelerazione sismica sulle strutture in riferimento al luogo dove esse sono costruite. Tali grafici, i cosiddetti spettri di risposta, riportano sull’asse orizzontale (le ascisse) il valore del periodo di oscillazione (il periodo è l’inverso della frequenza, ovvero ad una frequenza pari a 2 Hz corrisponde un periodo di 0,5 s) e sull’asse verticale (le ordinate) il valore dell’accelerazione che risente un edificio per vari periodi propri di oscillazione. Se sono state individuate le frequenze proprie di oscillazione dell’edificio, tramite le misure delle caratteristiche dinamiche descritte sopra, è possibile da questi grafici ricavare una stima delle massime accelerazioni che l’edificio può subire a seguito di un evento sismico e capire quanto l’edifico è propenso ad essere sollecitato da un terremoto. In conclusione una valutazione delle caratteristiche dinamiche di un edificio consente di valutare rapidamente con quanta intensità un certo terremoto agisce sull’edificio stesso, e quindi stimare quanto l’edificio è vulnerabile in un evento sismico.

Ma come si determinano le caratteristiche modali di un edificio?

Le modalità sono due. Nella prima si calcolano mediante un procedimento matematico che presuppone la conoscenza dell’edificio (caratteristiche dei materiali, tipo di struttura, tipologia dei solai, i pesi che sono presenti ecc.). Questo è un procedimento che può essere fatto agevolmente in fase di progettazione, e successivamente solo se si hanno a disposizione i progetti originali e l’edificio è rimasto invariato rispetto al costruito, o solo a seguito di una estesa campagna di indagine sulla struttura. Ciò comporta una spesa non indifferente in termini di tempo e, soprattutto, le attività di indagine risultano invasive e difficilmente possono sposarsi con le esigenze abitative. La seconda modalità si applica sugli edifici per i quali non si hanno dati certi. Per questi edifici la determinazione delle caratteristiche modali può essere fatta a partire da una serie di misure eseguite con degli strumenti, detti accelerometri, che vengono posizionati in alcuni punti del fabbricato a livello dei piani. Senza bisogno di ricorrere ad alcuna fonte di eccitazione esterna, si eseguono le misure delle accelerazioni che l’edificio sente per effetto dell’ambiente in cui esso è immerso. Le misure durano all’incirca un’ora e per una analisi completa di un fabbricato l’attività complessivamente dura una giornata lavorativa, al massimo due. I sensori non necessitano di particolarità nell’installazione, ma vengono semplicemente poggiati sul pavimento senza lasciare, alla loro rimozione, alcun segno o danneggiamento. Generalmente, per un palazzo mediamente di 5÷7 piani le misure vengono ridotte e concentrate su 2÷3 piani. Il disturbo arrecato agli occupanti è, pertanto, minimo, allorché non si esclude la possibilità di operare sulle parti comuni come pianerottoli o coperture. I risultati di tale analisi costituiscono quindi parte del bagaglio di conoscenza dell’edificio e consentono di avere una prima stima del suo comportamento in caso di sisma, di avere dati con cui controllare la conservazione nel tempo delle sue caratteristiche strutturali e di fornire la base per qualsiasi ulteriore approfondimento, da parte di un professionista incaricato, volto ad azioni più impegnative, nell’ottica di un intervento di miglioramento o adeguamento sismico del fabbricato.

In conclusione, la metodologia di indagine proposta in questa relazione consente di determinare le caratteristiche modali di un edificio con i seguenti scopi:

1) Ottenere dei dati che costituiscono una sorta di “carta di identità dinamica” dell’edificio;

2) Sapere quanto l’edificio stesso è predisposto ad essere sollecitato da un terremoto.

Roma, 14/12/2016

ESSEBI SRL

TERREMOTO - VULNERABILITA' SISMICA DI UN EDIFICIO - Nuovo metodo di valutazione speditiva - ESSEBI SRL

Disponibile documento illustrativo di un nuovo metodo valutativo speditivo in materia di vulnerabilità sismica degli edifici.

Scarica PDF icon  Vulnerabilità sismica (36 download)

 

Dove siamo

Si.Al.Amministrazioni Srls

Sponsor

L'ANGOLO IMMOBILIARE

Al momento non ci sono offerte immobiliari.